La Sede: "La Casa del Portuale"

Pubblicato Venerdì, 26 Giugno 2009 15:25

apl thumb"La Casa del Portuale", oggi sede dell' Autorità Portuale, fu progettata nel 1939 dall’architetto Pietro Maria Favia, che accostò la nuova costruzione alla radice del vecchio molo borbonico del Porto, tagliato per la costruzione del lungomare, dopo l’interramento della linea di costa iniziata nel 1931.

Favia, da architetto colto e moderno, si mette subito in relazione con lo «stato delle cose» e così quel concavo muro di pietra bianca, che avrebbe potuto essere anche demolito, viene invece valorizzato proprio in quanto addizione al bastione di S. Scolastica.

I nuovi locali della "Casa del Portuale" vengono costruiti su una pianta curva, un settore di corona circolare, distaccato però dal molo, in maniera da lasciare un passaggio pedonale pubblico che attraverso le rampe di scala contenute in due parapetti stondati di pietra conduca fino al belvedere di S. Scolastica.

Sul passaggio si affaccia il giardino della "Casa del Portuale", un «hortus conlusus» stetto e lungo che è la proiezione all’esterno del grande salone del dopolavoro. La "Casa del Portuale" era la sede dei camalli baresi, la «Compagnia Nazario Sauro» che autogestiva il lavoro di carico e scarico dalle navi e anche i servizi per gli operai: al piano rialzato dell’edificio un corridoio conduceva a sinistra alla sala delle docce e quindi al giardino, in fondo al salone sociale e a destra ai locali destinati a spogliatoi e ripostigli, al pronto soccorso e alla sala di chiamata all’ingaggio.

All’unico piano superiore erano sistemati gli uffici ed una terrazza arcuata, affacciata sul molo con una teoria di dieci finestre sormontate da una lunetta da sesto pieno. Nella composizione razionalista di questa architettura si ritrovano elementi tipici della declinazione italiana: le tre finestre orbicolari che segnano il breve torrino del vano-scala sull’ingresso, la geometrica semplificazione di archetti, pilastri e lesene, e soprattutto i materiali: pietra bianca di Bisceglie per il basamento e il cornicione terminale, conci di tufo Mazzaro a bugne per il rivestimento delle pareti. Due materiali per raggiungere due obiettivi insieme: rispettare il carattere murario dall’architettura italiana anche nel Razionalismo, ma soprattutto stabilire una relazione di colore e di matericità ’ ma non di mimetismo ’ con S. Scolastica e con l’intera Muraglia.