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Intervista a Cesare Guidi - Presidente di ANGOPI

Il Campo Boe, un nuovo sistema di ormeggio, fattore di competitività e sviluppo per il Porto di Bari nell’intervista a Cesare Guidi, Presidente dell’Associazione nazionale dei gruppi Ormeggiatori e Battellieri dei porti.

Con questo importante intervento di ampliamento delle aree di ormeggio si concretizza per il Porto di Bari, quel processo di potenziamento degli accosti, da tempo programmata, nell’ottica di una migliore distribuzione e utilizzazione degli spazi. E l’incremento delle superfici di ormeggio va di pari passo con l’incremento dei servizi di qualità, anche per conseguenza della separazione degli spazi, in aree per la movimentazione dei passeggeri e delle merci.

Funzionalità, efficienza, dunque, competitività. Cesare Guidi, non ha dubbi a riguardo, quello di Bari, è un porto ordinato e disciplinato, dal punto di vista degli ormeggi. Questa è l’analisi dello stato dei servizi tecnico nautici, a margine della visita del presidente nazionale dell’Associazione che raggruppa e rappresenta gli ormeggiatori e battellieri in ben 90 porti italiani. Gli ormeggiatori sono erogatori di un servizio di interesse generale secondo quanto previsto dalle norme di legge (art. 14.1-bis della l. 28 gennaio 1994, n. 84) e operano quali prestatori universali del servizio nell’ambito dei porti italiani, sotto la vigilanza dell’Autorità Marittima della quale, di fatto, sono un braccio operativo. Essi sono parte integrante ed essenziale dei servizi tecnico nautici della navigazione, compresi il pilotaggio e il rimorchio, unitariamente disciplinati dall’art.14 della legge n. 647 del 23 dicembre 1996.
Il loro è un servizio imprescindibile, garantito con continuità, 24 ore al giorno, 365 giorni nel corso dell'anno, che finora ha permesso, nei porti italiani, di mantenere livelli di massima efficienza per le manovre di ingresso e di uscita e l'ormeggio e disormeggio delle navi merci e passeggeri, garantendo contemporaneamente il presidio di sicurezza, grazie agli investimenti continui effettuati in termini di numero e potenza dei mezzi, dotazioni strumentali e formazione professionale, che hanno prevenuto e abbassato sensibilmente i rischi di incidenti nei porti italiani.

Presidente Guidi, le parole globalizzazione, competitività, efficienza del sistema portuale, richiamano necessariamente alla funzionalità e più ancora alla sicurezza, temi che attengono indubbiamente ai servizi resi dagli ormeggiatori e battellieri. Complessivamente parlando, quanto sono affidabili i servizi tecnico-nautici del porto di Bari?
Ho trovato un porto disciplinato in maniera piuttosto razionale. Da come mi è parso di vedere, le navi sono ormeggiate in spazi ridotti ma organici. Sono stati utilizzati in modo funzionale e intelligente, in maniera tale da accogliere il maggior numero di navi possibili, sempre in condizioni di salvaguardia delle norme vigenti in materia di safety e security. Direi, che questo porto si qualifica a pieno titolo come porto di affidabile ed innovativo, soprattutto per quanto attiene la nuova modalità di ormeggio.

Si riferisce al campo boe, non è vero?
E’ un sistema davvero innovativo dal punto di vista tecnico, quello implementato dal porto di Bari, oserei dire. In questo caso, il campo boe, non è una semplice massa galleggiante, ma una vera e propria banchina dislocata…Ed in oltre, la banchina galleggiante, adeguatamente attrezzata con ganci, sembra poter mantenere il suo assetto senza alterazioni, anche sotto la tensione dei cavi di ormeggio. Una circostanza ottimale, quest’ultima, che consente il posizionamento ai due cavi di navi con angolazioni diverse e quindi la piena multifunzionalità operativa dello scalo.

Ma parliamo adesso dell’Associazione e delle caratteristiche che quest’ultima mette in opera come erogatore universale di un servizio pubblico di interesse economico generale.
L’attività di ormeggio nei porti deve essere prestata da soggetti dotati di specifiche professionalità. Senza dubbio, oltre ai requisiti di idoneità fisica, è necessario il possesso di una particolare abilità marinaresca, essenziale per le operazioni di ormeggio, disormeggio, movimentazione ed altre attività ancillari alle esigenze della nave in occasione dei suoi accosti, della sua sosta e delle sue partenze dai porti. Ma è altrettanto fuori di dubbio che non di rado oltre ad ormeggio e disormeggio, gli ormeggiatori svolgono tutta una serie di attività accessorie e di servizi a supporto dell’equipaggio della nave in porto. A mero titolo esemplificativo: il rinforzo degli ormeggi, il disormeggio immediato di navi e galleggianti vicine a situazioni di pericolo, l'integrazione di equipaggi in caso di necessità per manovre di emergenza, la rimozione di materiali galleggianti pericolosi per la navigazione, lo sbroglio di ancore e cavi sommersi e non sommersi. E, non ultima, l’attività di appoggio e supporto ad imbarcazioni in navigazione, quest’utlima legata alla nautica da diporto.
La cosidetta "ACI del Mare", frutto di un accordo tra la nostra Associazione Nazionale di Categoria ed il Comando Generale Capitanerie di porto MARI.CO.GE.CAP.
Con una modesta dose di fierezza, mi piace ricordare anche che ad oggi si sono compiuti notevoli passi in avanti nel settore della formazione del capitale umano a nostra disposizione, negli oltre novanta porti italiani nei quali siamo presenti. Gli associati sono tutti certificati e attualmente stiamo implementando un nuovo sistema di formazione che contiamo di istituzionalizzare al più presto, i cui risultati, ci auguriamo, contribuiranno a rendere sempre più competitivo il nostro servizio e a introdurre nei porti italiani nuove capacità e sempre più efficienti professionalità.