Accedi

Accedi al tuo profilo

Nome utente *
Password *
Ricorda il login

Lettera aperta al Ministro Matteoli

Ecc.mo Sig. Ministro

Ho avuto, anche personalmente,  la fortuna di conoscere la Sua tempra di uomo politico competente, avveduto e prudente e se mi permetto, irritualmente, di rivolgermi a Lei, nella forma di questa lettera aperta, è perché credo di avere diritto, vivendo in un paese democratico, ad una minima garanzia: quella della certezza della verità dei fatti.

Mi permetto di farlo pubblicamente perché Ella, attraverso il Tirreno del 21 giugno 2009 ha, in forma pubblica, rilasciato almeno secondo il resoconto giornalistico, le seguenti dichiarazioni : “ Bari fa storia a sé. A Bari ho mandato un’ispezione quando mi è stato segnalato che certe cose non andavano bene. E la commissione ministeriale mi ha rimesso una relazione tragica. Per scrupolo, a quel punto, ho voluto fare una seconda verifica. E ho inviato all’Authority di Bari un’altra commissione di tre membri: l’esito di quest’ultima ispezione è stato ancora più pesante. Non potevo comportarmi altrimenti”.

Queste affermazioni mi addolorano e mi feriscono molto. Esse corrispondono ad una ricostruzione degli avvenimenti non aderente alla realtà dei fatti come è molto agevole documentare.

La prima ispezione disposta, in tempi rapidissimi, a seguito di un’interpellanza parlamentare  a firma di 32 parlamentari del PDL, si tenne nei giorni 21, 22 e 23 ottobre 2008.  Due ispettori della Direzione Generale Porti passarono al setaccio tutta la documentazione dell’Autorità Portuale di Bari portando via numerosi faldoni relativi ai presunti  addebiti sollevati dai parlamentari interpellanti. Giunti a Roma, i funzionari del Ministero, stesero una relazione del cui contenuto, il sottoscritto,  è restato all’oscuro fino a circa un mese fa, quando è potuto venirne in possesso mediante regolare accesso agli atti per il quale è stata pagata, come da norme, anche la marca da bollo.

E’ agli atti parlamentari il fatto che non fu mai fornita risposta all’interpellanza in questione.

Per Sua conoscenza, giusta nota del 28 ottobre 2008, n. 11757 del Capo Dipartimento della Direzione Generale dei Porti, la relazione così si concludeva: “ quanto infine all’ultimo punto sollevato dagli interpellanti, relativo all’ipotesi di procedere al commissariamento dell’Ente, si evidenzia che, in caso di accertamento di gravi irregolarità amministrativo-contabili  e di bilancio, nei casi previsti dall’articolo 7 della legge 84/94, ovvero all’adozione di provvedimenti e/o misure interdittive poste in essere da parte dell’Autorità Giudiziaria, nei confronti dei vertici dell’Ente, sarà cura dell’Amministrazione, come da prassi costantemente seguita, proporre al Ministro il commissariamento dell’autorità portuale al fine di garantire l’operatività e la continuità delle funzioni svolte. Sulla base degli atti a disposizione dell’Amministrazione e delle risultanze dell’ispezione, si ritiene che al momento non sussistano gli estremi per poter procedere al commissariamento dell’Ente ipotizzato dagli interpellanti”. Devo sottolineare peraltro che, la lettura integrale della relazione, lungi dal contenere un esito tragico, Le potrà fornire un quadro, che definirei piuttosto lusinghiero, dell’attività amministrativa svolta dall’attuale amministrazione dell’Autorità Portuale di Bari.

Quanto alla seconda Commissione, anche questa fu istituita in esito ad un’interpellanza parlamentare alla quale fu risposto, questa volta in poche ore, in termini di urgenza e non già per ulteriori scrupoli conseguenti all’esito negativo della prima ispezione. Non è questa la sede per esprimere giudizi sull’operato della Commissione, cosa che dovrà essere chiarita in ogni sede competente. Voglio qui limitarmi ad affermare che, contrariamente a quanto si legge sul “ Tirreno”, tale Commissione, non si è mai recata presso il porto di Bari avendo lavorato, esclusivamente, presso gli uffici del Gabinetto del Ministro. Non solo, l’unico componente barese della Commissione, che avrebbe forse dovuto assicurare un collegamento in loco con il Ministero, si dimise prima del suo insediamento. Inoltre i compiti della commissione, secondo il Decreto Direttoriale istitutivo n. 20/08,  non erano certo quelli di effettuare una seconda verifica sull’operato ed i comportamenti della mia persona, quanto piuttosto, di valutare la correttezza dell’iter a suo tempo seguito, nonché la legittimità della concessione ventennale assentita nel 2004, alla società Bari Porto Mediterraneo dalla precedente amministrazione, in via diretta e senza gara pubblica. Tale concessione, come è noto, è stata al  centro di un contenzioso amministrativo già concluso, a favore dell’Autorità Portuale, in tutte le sedi giurisdizionali.

Ecc.mo signor Ministro, sarà la giustizia amministrativa a verificare la legittimità del provvedimento di Commissariamento che Lei ha disposto direttamente nei confronti della mia persona.

In questa sede voglio solo fare appello al Suo ben noto equilibrio ed alla Sua coscienza di uomo libero,  La prego quindi di voler controllare  la veridicità delle mie affermazioni attraverso la documentazione in possesso del Ministero e gli atti parlamentari relativi.

Voglia gradire, con immutata stima, i miei più deferenti saluti

Francesco Mariani