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Ottobre d’oro per il Porto di Bari: exploit di merci e record di passeggeri.

Presidente Francesco Mariani

Le prospettive di sviluppo, gli scenari possibili, nell’intervista al Presidente dell’Autorità Portuale del Levante, Francesco Mariani

a cura di Anna Carlucci

Secondo le statistiche ufficiali elaborate da Assoporti, alla fine del 2008, Bari si conferma primo porto dell’Adriatico con 1.846.408 passeggeri, con un trend di crescita del movimento crociere che supera il 30%, facendo di Bari il primo porto d’imbarco del Sud d’Italia per le rotte verso il Mediterraneo orientale e conferendo allo scalo ottime performance sul traffico ferry e traghetti verso l’Albania. Presidente Mariani, delle due, l’una: o la crisi mondiale non ha generato a Bari quella riduzione dei traffici che ovunque in maniera piuttosto generalizzata ha creato e continua a creare un forte impatto, o piuttosto Bari nasconde la chiave e il segreto di un successo che altrove non trova paragoni.

"Il Mediterraneo, sta recitando un ruolo sempre più importante nell’ambito dei traffici internazionali e nello shipping, anche alla luce della impetuosa avanzata economica dei grandi paesi del medio e lontano oriente, che al di là della crisi rappresenta un fenomeno di lungo periodo.

In tale scenario il Porto di Bari si sta, e sempre di più, accreditando come naturale piattaforma logistica di riferimento, pronto allo sviluppo di nuove relazioni con i paesi della sponda sud del Mediterraneo (Egitto e nord Africa), in una prospettiva strategica che dovrà vedere sempre di più il Mezzogiorno d’Italia quale capofila di un nuovo contesto economico e sociale che volge il suo sguardo verso il sud del mondo per trovare la sua prospettiva strategica. Per la sua felice posizione geografica e le sue caratteristiche fisiche, il Porto di Bari, si pone oggi, come il naturale “gate” di riferimento per le relazioni con la Grecia, l’area balcanica, la Turchia ed il bacino orientale del Mediterraneo. Di certo, il traino del segmento crociere, al pari di altri porti che presentano una buona specializzazione in questo segmento, è stato fondamentale. In generale il mercato legato al traffico traghetti tra le due sponde del bacino, è piuttosto stazionario. Si cresce erodendo quote di mercato ad altri, piuttosto che per effetto di un incremento della torta complessiva. E si regredisce anche per gli effetti di una più o meno generalizzata crisi di produzione industriale, che sta riverberando i suoi effetti più negativi, più o meno su tutti i settori dell’economia, ivi compresa quella marittima. E’ esattamente in questo modo e per tali ragioni che Bari, nei primi dieci mesi dell’anno ha perso sul fronte del traffico ro-pax circa il 18% del traffico con la Grecia, fenomeno in larga parte dovuto alla riduzione dei movimenti con i porti ellenici (-70.000 unità) e il Montenegro (-10.000 unita circa),ma questa perdita è stata totalmente compensata da un maggior flusso di passeggeri con l’Albania (+77.000 unità circa) e dal movimento crociere che mantiene ritmi di sviluppo impressionanti (+ 50.000 unità). In questo segmento di traffico lo scalo fa registrare addirittura un +24%, circostanza quest’ultima particolarmente positiva se si considera che la crescita media in Italia nel segmento è stata pari all’11,6%. Ed inoltre ciò consente a Bari di incrementare il traffico complessivo per portarsi, sempre nei primi dieci mesi dell’anno, a quota +6% nella movimentazione generale dei passeggeri, a fronte di una media che altrove, sull’alto e medio Adriatico, oscilla da -5% a +2%. Ecco dunque spiegato perché negli ultimi anni la diversa dinamica del mercato ferry,rispetto a quello crociere, ha determinato una nuova classifica dei porti del bacino: Bari, forte in entrambi i segmenti è il primo porto dell’area."

A fronte di flussi di traffico sempre più intensi, il Porto di Bari, anche quest’anno, nella stagione estiva che si è da poco conclusa è riuscito a gestire nella migliore misura possibile, il flusso di passeggeri e mezzi, senza disagi o criticità.

"Grazie agli elevati standard qualitativi e grazie all’impegno di chi, istituzioni e operatori, ha svolto la propria attività in porto, nell’ambito delle procedure di controllo di frontiera e doganale,consentendo una gestione ordinata e tecnicamente impeccabile degli approdi. Se dunque il traffico si è sempre distribuito nell’anno secondo “picchi” omogenei nei quattro mesi di punta, bisogna rilevare come la capacità del porto di assorbire i picchi sia diventata eccezionale fra il 2007 ed il 2009. Considerando il picco di agosto il porto è riuscito ad assorbire il 50,82 % di passeggeri in più rispetto al 2006, quando, con 155.000 passeggeri, il porto venne addirittura chiuso per eccesso di congestionamento. Ad agosto 2009 sono transitati, in piene efficienza, 234.000 passeggeri."

E i dati sembra non smettano di attestare buoni rendimenti anche nel mese di ottobre.

"Questo fatto ci rende particolarmente soddisfatti perché è la dimostrazione che i numeri da record, Bari, quest’anno non li ha raggiunti solo durante i mesi di picco di luglio e agosto, mesi tradizionalmente vocati a questa tipologia di traffico. Solo nel mese di ottobre la movimentazione dei passeggeri è cresciuta, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 17%, evidenziando anche un incremento nel movimento auto con un segno positivo del 14%, e mettendo in luce un solo punto di debolezza, legato ai TIR, segno tangibile di una diffusa crisi della produzione industriale. Il dato riferito alle crociere nel mese di ottobre è ancora più stupefacente, anzi possiamo considerarlo come il record stagionale assoluto con un + 38% e 17.213 passeggeri in più rispetto all’anno scorso. E’ la prova che il porto e il territorio tutto ed è riuscito a superare la crisi ed andare oltre la dimensione solamente estiva di questa attività e intende ora intraprendere un grande progetto di destagionalizzazione turistica."

Presidente Mariani, ritiene che lo sviluppo dei traffici del Porto di Bari, con particolare riferimento alle crociere, abbia portato benefici al territorio?

"Gli scali portuali possono rivestire un fondamentale ruolo "strutturante" nei confronti del sistema economico dell’area circostante, generando una serie di effetti, diretti ed indiretti, capaci di promuovere lo sviluppo di molteplici attività economiche tipicamente portuali e di altre attività correlate al porto, ad esse funzionalmente collegate.
E Bari non si sottrae di certo a questa regola. Si tratta di una consistente porzione del movimento passeggeri, in grado di offrire nuove opportunità imprenditoriali e commerciali, richiedere nuove professionalità e nuovi posti di lavoro, nell’arco di tutto il territorio provinciale e anche più. Esso rappresenta una grande opportunità di rilancio di un importante segmento dell’economia regionale, anche in considerazione di eventuali nuove forme di impiego, nei settori della cultura, dei servizi alla persona e, in particolar modo, del commercio, con notevoli ricadute sull’artigianato e sull’enogastronomia. I benefici effetti di questo traffico crocieristico, hanno senza dubbio interessato i trasporti e i servizi a terra, la cui crescita qualitativa ha accompagnato l’aumento dei volumi di traffico, sono oggi di tutta evidenza. Il porto di Bari è dunque un’area strategica per il rilancio urbano ed economico della città e del suo territorio, basti ricordare come Alberobello, Castel del Monte, Castellana Grotte, Polignano e Trani, e la vicina Matera, assieme alle eccellenze storiche architettoniche e religiose della città di Bari, siano oggi tra le più accreditate mete escursionistiche delle più grandi compagnie da crociera. E c’è di più: per decenni la città ha vissuto il suo porto piuttosto come un contesto periferico e marginale. Dopo decenni di chiusura e di esclusione con barriere e recinti, materiali e di logica di gestione, il porto, oggi, ha iniziato il graduale processo di ricongiunzione alla città. E questo, a mio avviso, è già un gran beneficio per il territorio."

Il respiro internazionale dello scalo portuale barese attestato dalla presenza di prestigiose compagnie crocieristiche si coniuga bene con il carattere di eccellenza dell’area di sviluppo del tessuto industriale circostante il comune capoluogo di regione. Il Porto di Bari come risponde alle esigenze commerciali dell’area di riferimento?

"Lo scalo barese, negli ultimi mesi, ha beneficiato di una maggiore disponibilità di spazi e banchine grazie all’entrata in funzione della Darsena di Ponente .
A rendere evidenti le nuove potenzialità offerte dall’ottimizzazione dei piazzali e delle banchine sono proprio i risultati molto positivi ottenuti dalla SILOS GRANARI, le cui potenzialità, fino a ieri, limitate dalla costante presenza dei traghetti sulla banchina 16, oggi sono di tutta evidenza, con performances che raggiungono valori positivi di nicchia, rispetto a numerosi altri scali nazionali, oltre al continuo aumento delle dimensioni delle navi commerciali che scalano Bari grazie alla maggiore disponibilità di ormeggi. Più in generale, possiamo affermare con soddisfazione, che il buon momento nel settore delle merci,in controtendenza rispetto alla generalità dei porti, prosegue.Il trend positivo, nei primi dieci mesi dell’anno, si conferma anche nel comparto delle merci convenzionali, che con 1.384.384 tonn, porta a casa una percentuale di crescita per taluni versi straordinaria +38%, pari, in valore assoluto, a circa 387.546 tonn. in più rispetto allo stesso periodo del 2008; il valore positivo, che si è concretizzato con una crescita costante anche nel secondo e terzo trimestre, farebbe prevedere una chiusura a fine anno di circa 1 milione e mezzo di tonnellate di merci. In quest’ultimo settore, crescono tutte le voci merceologiche primarie : grano +100%, cemento +33%, tubi e barre d’acciaio 100%, la carpenteria 100% e gli alimentari in generale 21%, l’orzo 144,4% e cresce pure l’impiantistica +33,6%. Viene pertanto ancora una volta confermata la vocazione polifunzionale dello scalo, assieme ad una separazione delle aree destinate ai passeggeri e alle merci, che va man mano eliminando pericolose commistioni e disfunzioni operative."

In considerazione degli indicatori con cui si valutano i porti, che voto darebbe al Porto di Bari?

"La competitività di un porto si misura oggi soprattutto con la sua capacità di produrre “innovazione” sul piano della cultura d’impresa e dello sviluppo del sistema dei trasporti, dell’innovazione tecnologica, della tutela ambientale e della crescita delle risorse umane.
Se devo dare un merito a questa amministrazione è quello di avere cercato di coniugare l’adeguamento infrastrutturale, volto a creare aree separate per le diverse tipologie di traffico, con una forte qualificazione dei servizi offerti alle merci ed ai passeggeri. Il nostro è un porto di banchine pubbliche, privo di terminalisti. Ciò ha consentito di ottimizzare gli spazi ed assicurare un alta flessibilità di impiego degli ormeggi e delle banchine disponibili. Abbiamo poi adottato soluzioni innovative come il campo boe alla darsena di Ponente che ci permette l’operatività contestuale di tre traghetti di grandi dimensioni e di tre grandi navi da crociera."

Il Porto di Bari ha costruito un modello di crescita originale e di grande equilibrio tra le varie componenti: in che maniera la port-Autority relazionerà con le dinamiche costituite? Con quali modalità affronterà le nuove sfide imposte dalla globalizzazione dei mercati?

"Il sistema imprenditoriale del nostro Paese è incardinato su una fitta rete di piccole e medie imprese che sono oggi chiamate a giocare un ruolo di primo piano nel dialogo tra il mondo delle realtà economiche locali e la globalizzazione. L’attuale internazionalizzazione dei mercati impone nuove sfide di competitività e di innovazione, il cui superamento non può non avvalersi delle enormi potenzialità che queste realtà imprenditoriali territoriali possono sprigionare. Non si tratta soltanto di una potenzialità produttiva, ma altresì, di una peculiare capacità reattiva di adattamento e di flessibilità che i forti cambiamenti degli scenari macroeconomici internazionali impongono.
Negli ultimi 30 anni il mondo del lavoro portuale si è enormemente evoluto e che tale evoluzione ha premiato gli scali che si sono tecnologicamente attrezzati per stare al passo con i tempi. Uno dei fattori di successo del Porto di Bari è proprio questo: flessibilità, qualità ed innovazione sono le parole chiave del successo di Bari.
A mio avviso, la chiave di volta delle nuove sfide future sarà anche il livello di ottimizzazione delle sinergie istituzionali e di quest’ultime e tutte le componenti che operano in porto. Occorrerà che si concretizzi quella sinergia e quella condivisione di obiettivi necessaria per traghettare quel processo di qualificazione e internazionalizzazione di cui si faceva riferimento."

Presidente Mariani, un bilancio della nuova Autorità Portuale, a due anni esatti dalla costituzione del network dei porti del Levante.

"E’ un bilancio positivo a pieno raggio, che ci consente oggi di dire realizzati solo in parte gli obiettivi che ci eravamo prefissati con l’allargamento della circoscrizione doganale di Barletta e Monopoli. E’ stato un periodo caratterizzato da un’azione riorganizzativa, manutentiva e infrastrutturale, per i nostri porti minori, che ha consentito una fase di sperimentazione delle linee traghetti, nel porto di Barletta e dell’avvio di una stagione crocieristica caratterizzata da diversi test di approdo da parte di alcune delle più prestigiose compagnie crocieristiche a livello mondiale, nel porto di Monopoli. Un periodo di prova, direi dunque, che potremmo definire di attuazione delle prime linee strategiche; un abbozzo, oserei dire, di quel Piano Operativo Triennale che si dovrà sviluppare nel POT 2010-2012.
Tra le ultime azioni intraprese, sono stati conclusi i rilievi dei fondali all’interno dei porti di Barletta e Monopoli, con una campagna pianificata dal Servizio Infrastrutture dell’Ente, che prevede l’utilizzo delle più moderne e sofisticate tecnologie per la misura e ricostruzione di modelli digitali ad altissima risoluzione. I risultati di questi rilievi marittimi, consentiranno di completare la creazione del GIS dei singoli porti che costituirà un potente strumento a supporto della programmazione degli interventi di manutenzione e di nuova costruzione delle infrastrutture marittime, con l’obiettivo più immediato di elaborare con più facilità e precisione il progetto del dragaggio manutentivo di tutti i porti amministrati dall’Autorità Portuale del Levante per risolvere quei problemi di operatività dei fondali che si è ridotta per effetto dei depositi di materiali sciolti accumulati negli anni."

Come guarda al futuro di questi porti?

"Non posso che farlo con estrema positività. Il 2010 sarà per Barletta e Monopoli l’anno delle progettazioni infrastrutturali, a tutt’oggi ancora carenti. Il nuovo POT (Piano Operativo Triennale) individuerà le linee strategiche di sviluppo e grazie a questa progettualità, anche comunitaria, si cercherà di conferire a questi porti una valenza strutturale più idonea al loro stato. A monopoli, per esempio, si provvederà alla costruzione di una stazione marittima e ciò consentirà di accreditare nuove linee marittime con le sponde frontaliere. A Barletta si procederà con i prolungamenti del molo Tramontana, ottenendo così nuove disponibilità di ormeggi. Opere, quest’ultime, che hanno trovato puntuale riscontro finanziario da parte dell’Autorità Portuale nel Piano Triennale delle opere allegato al Bilancio di previsione 2010."

In questi giorni è stata bandita la gara per la concessione dei servizi relativi alle stazioni marittime e dei servizi di supporto ai passeggeri, quali sono le principali novità?

"Si trattava intanto di un passaggio obbligato connesso alla sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’illegittimità dell’atto di concessione ventennale rilasciato alla Bari Porto Mediterraneo. Vorrei solo sottolineare due elementi: il primo è che il porto di Bari, infrastruttura fisicamente limitata rispetto alla quantità e qualità dei suoi traffici, mal sopporta, pena la compressione della sua dinamicità, concessioni di lungo periodo che ingessino le opportunità dello scalo di rispondere con scelte rapide e flessibili alla rapida evoluzione del traffico marittimo. La seconda è la necessità di poter gestire quei servizi nel modo più economico per l’utenza e conveniente per l’Autorità portuale. Questi sono gli obiettivi della gara."