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Colmata di Marisabella, quasi ultimati i lavori di preparazione del cantiere

Porto di BariLa colmata nell'area Pizzoli-Marisabella è un'opera prevista nel Piano Regolatore Portuale, sin dal 1963, e i lavori per la sua realizzazione sono stati avviati nei primi anni novanta dal Ministero delle Infrastrutture; purtroppo poco dopo il loro avvio i lavori furono interrotti per il fallimento di una delle imprese appaltatrici ed il Ministero fu costretto a procedere con la rescissione del contratto di appalto e la chiusura del cantiere.

Per completare l'opera restano ancora da realizzare circa 300.000 metri quadrati di piazzali, il dragaggio dei fondali e soprattutto la costruzione di circa 1300 m di banchine, con pescaggi variabili tra 6 e 12 m, che consentiranno di dare piena operatività anche alle opere giá realizzate. La colmata sará realizzata al 90% con la roccia proveniente dal dragaggio dei fondali e consisterá in una specie di isola, collegata in alcuni punti alla terraferma, per effetto della realizzazione di un canale a cielo aperto di separazione con il lungomare direttamente collegato al mare.

Per poter finalmente terminare questa "incompiuta" e sanare gli effetti di un cantiere improvvisamente abbandonato senza aver ultimato, per esempio, le opere di raccordo a mare degli scarichi della fognatura pluviale cittadina, solo nel 2000 è stato riavviato l'iter procedurale per giungere al riappalto del completamento ed è iniziata la caccia ai finanziamenti nel frattempo cancellati.

Nel dicembre del 2008, sempre a cura del Ministero delle Infrastrutture, è stata espletata la gara d'appalto e solo nell'ottobre del 2012, al termine di un travagliato iter giudiziario sviluppato tra le imprese partecipanti alla gara, si è finalmente giunti alla consegna dei lavori al Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da GRANDI LAVORI FINCOSIT S.p.A. e NUOVA COEDMAR S.r.l. sotto la guida dell'Ufficio di Direzione dei lavori composto da tecnici dell'Autoritá Portuale di Bari.

L'iter per giungere all'attuale riappalto è stato lungo e particolarmente complesso ed ha scontato, secondo le nuove normative, le verifiche di compatibilità ambientale con il rilascio prima, da parte del Ministero dell'Ambiente, di un provvedimento che escludeva la necessitá di eseguire la procedura di valutazione di impatto ambientale e poi da ultimo, da parte della Regione Puglia, delle autorizzazioni per l'esecuzione dei dragaggi e per l'utilizzo del materiale dragato per la costruzione della colmata non senza la verifica che l'opera non creasse danni o pregiudizi alla vicina prateria di Posidonia Oceanica presente a circa due miglia dall'imboccatura portuale.

La realizzazione dell'opera è assistita da una importante campagna di monitoraggi ambientali prescritti dal Ministero dell'Ambiente sotto la guida e controllo dell'ISPRA, organo tecnico del ministero stesso, e di ARPA Puglia. I monitoraggi, da eseguire prima dell'avvio dei lavori di dragaggio e di realizzazione della colmata, durante l'esecuzione dei lavori stessi, dopo la loro ultimazione e per la prima fase di utilizzo dell'opera sono stati giá avviati nel 2008 a cura dell'Autoritá Portuale con la collaborazione scientifica del Politecnico di Bari e del CONISMA di Roma.

I monitoraggi consentiranno, mediante valutazioni sullo stato del mare, dell'aria e del rumore di valutare eventuali effetti negativi dei lavori consentendo l'adozione di misure di mitigazione o correzione.

A questi controlli prescritti dal Ministero dell'Ambiente fu deciso di affiancare anche il controllo della falda e delle vibrazioni prodotte per fugace ogni dubbio che l'opera possa arrecare danni al territorio urbano limitrofo. Questa decisione di allargare la sfera di indagine su altre matrici ambientali è stata assunta nel 2007 dall'Osservatorio di Marisabella, promosso dall'Autoritá Portuale e dal Comune di Bari, per consentire di discutere a livello locale, al di fuori delle ordinarie procedure di legge previste per la tutela dell'ambiente, coinvolgendo esperti e rappresentanti dell'associazionismo ambientalista e di cittadinanza attiva. Una innovativa procedura di coinvolgimento della societá civile che accompagnerá la realizzazione dell'opera in quanto é previsto che nelle varie fasi di attuazione dell'intervento si torni a riunire l'Osservatorio e discutere dei risultati dei monitoraggio proponendo eventuali correttivi.

Allo stato sono stati quasi ultimati i lavori di preparazione del cantiere che sono stati particolarmente impegnativi, sia dal punto di vista economico che della difficoltá di esecuzione, perchè è necessario rimuovere tutti quegli effetti dell'abbandono del cantiere del primo appalto a cui si è accennato prima. E' stato quindi necessario rimuovere tutti i rifiuti abbandonati su quelle aree e, soprattutto, rimettere in galleggiamento e riposizionare in un'altra parte del porto tredici cassoni in cemento armato che erano stati costruiti per completare il profilo delle banchine ma non erano stati ancora utilizzati ed oggi non lo sono più per il loro stato di degrado. Ora, prima di avviare i lavori di dragaggio, occorrerá attendere il completamento dei monitoraggi ambientali ante-opera che consentiranno di "fotografare" lo stato dell'ambiente marino, dell'aria e di quello terrestre nell'ambito portuale e nelle aree limitrofe con cui eseguire i confronti durante lo svolgimento dei lavori e successivamente. A brevissimo, infine, saranno effettuate nuovamente le indagini per verificare l'eventuale presenza di ordigni bellici nelle aree marine interessate dai lavori che furono giá eseguite preliminarmente all'avvio del cantiere originario ma che si è deciso di ripetere per aumentare la sicurezza di operatori ed utilizzatori.

Dopo tanti anni, finalmente, sará possibile completare questa importantissima opera che consentirá di disporre di banchine e piazzali sufficienti per ultimare il programma di riorganizzazione delle varie funzioni portuali finalizzato a recuperare efficienza sulla gestione delle merci, a migliorare la sicurezza degli ambiti di lavoro e soprattutto la qualitá dei servizi offerti ai passeggeri dei traghetti e delle navi da crociera.

Non di meno la disponibilitá delle nuove aree consentirá di individuare quegli spazi non più strettamente indispensabili per l'operativitá portuale che potranno essere messi a disposizione della cittá per migliorare l'integrazione con il porto ed aumentare la dotazione di servizi dei quartieri che si affacciano sul porto. La realizzazione della colmata renderá infine possibile la riqualificazione dell'area del molo Pizzoli che, dopo l'abbandono recente da parte della Provincia di Bari dell'edificio a suo tempo costruito per l'Acquario ed il Laboratorio di Biologia marina, è un'area sotto utilizzata e degradata. In questi spazi giá disponiamo, infatti, di un progetto per la realizzazione di un complesso direzionale dove ricollocare funzioni portuali ora svolte nel porto interno liberando immobili di pregio, quale il Palazzo della Dogana, che potranno essere utilmente restituiti alla fruizione urbana.