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Stella Maris

Stella Maris

L' Apostolato del Mare

L'Apostolato del Mare, che fa capo alla Fondazione Migrantes, è l'organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per assicurare l'assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella stessa comunità civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica  convivenza rispettosa dei diritti della persona umana. A dirigerlo è un sacerdote genovese, Don Giacomo Martino. A Genova, in piazza Dinegro, hanno sede i suoi uffici. L'Apostolato del Mare si rivolge a due milioni e mezzo di marittimi occupati in tutto il mondo nelle navi mercantili e nella pesca industriale, comprese le famiglie, di 10 milioni di persone coinvolte. In Italia esistono paesi che hanno ancora una forte rilevante presenza di lavoratori marittimi, come Molfetta, Mola di Bari, Pozzallo. Nella zona di Torre del Greco su 100 mila abitanti ci sono 10 mila famiglie dove marito e moglie vivono gran parte del loro tempo separati, dove la moglie deve fare da madre e da padre, dove non esiste rapporto tra coniugi.

L'Apostolato del Mare svolge altrsì un ruolo di coordinamento della Stelle Maris, circoli di accoglienza e assistenza versa i marittimi diffuse in tutta Italia, nonchè dei cappellani di bordo.

Le singole diocesi che hanno uno sbocco al mare sono chiamate a dare testimonianza di Chiesa che accoglie davvero tutti. Nella fattispecie ogni diocesi con un porto o una forte presenza di lavoratori marittimi, pescatori e familari è chiamata a designare un Cappellano per una specifica cura pastorale di queste persone. Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica che aggiorna le norme dell''Apostolato del Mare, afferma che: " Stella Maris è da lungo tempo l'appellativo preferito con cui la gente del mare si rivolge a Colei nella cui protezione ha sempre confidato: la Vergine Maria. Gesù Cristo, suo Figlio, accompagnava i suuoi discepoli nei viaggi in barca (cfr. Mt 8, 23-27; Mc 4, 35-41; Lc 8, 22-25), li aiutava nelle loro fatiche e calmava le tempeste ( Cfr. Mt 14, 22-33; Mc 6, 47-52; Gv 6, 16-21). Così anche la Chiesa  accompagna gli uomini di mare, prendendosi cura delle peculiari necessità spirituali di coloro che, per motivi di vario genere, vivono ed operano nell'ambiebnte marittimo" (31.1.1997).

Generalmente, almeno nei porti più importanti, il Cappellano svolge il proprio servizio dei Centri Stella Maris che sono dei veri e propri punti di incontro e di accoglienza specialmente per i marittimi in transito; accoglienza che intende fare di queste di questi centri una casa lontano da casa, offrendo a questi stranieri in ogni porto ospitalità.

Il cappellano, per meglio manifestare il segno della Chiesa locale che accoglie, si circonda di una comunità di volontari formati per aiutare a fornire ai marittimi "tutti i mezzi necessari per condurre una vita santa" (Cfr. Motu Proprio). Sono piccoli ma concreti gesti di considerazione, accoglienza ed assistenza, sia spirituale che materiale che la chiesa locale può offrire a quanti navigano da mesi lontano dalla propria comunità cristiana e dalla propria famiglia. Le modalità di benvenuto cambiano di porto in porto a seconda delle peculiarità delle navi. In alcuni porti sono i volontari,  assieme al Cappellano, a passare di nave in nave e a visitare i marittimi invitandoli presso il proprio Centro Stella Maris. Altrove vengono dislocati nel porto dei containers-ufficio o dei pulmini che permettono un'accoglienza più prossima ed immediata vista la velocità con la quale oggi le navi imbarcano e sbarcano il proprio carico lasciando al marittimo sempre meno tempo per avere contratti esterni. In altri porti ancora si animano brevi incontri di preghiera o di festa direttamente a bordo delle navi favorendo l'inserimento dei volontari nella realtà quotidiana della gente di mare e  dando loro un momento di riflessione o di svago. Attraverso queste e moltissime altre attività la Chiesa locale svolge il meraviglioso compito della Carità verso quegli ultimi che in nessun altro modo potrebbero avere un qualsiasi altro contatto con la Chiesa stessa nei lunghissimi periodi d'imbarco. Perchè la Chiesa locale veda sempre più come una pastorale ordinaria, questo apostolato, si suggerisce di formare una comunità parrocchiale formata da marittimi e ad essi dedicata creando una tradizione chi indichi in questa territorialità anche una pastorale ordinaria verso la gente di mare. Oggi gli sforzi di gruppi di volontari attorno ad un cappellano che facilmente cambia o non viene neppure rimpiazzato, grandi porti rimangono completamente abbandonati anche dalla Chiesa nonostante l'Apostolato del mare conti 150 centri Stella Maris di cui Cinquanta ecumenici e il coinvolgimento di oltre 350 Sacerdoti nei porti di tutto il mondo.