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News e comunicati

Approvato il Bilancio di Previsione 2014

Infrastrutture strategiche, incremento degli indici di sicurezza, razionalizzazione e miglioramento delle attività di governance, per garantire risposte adeguate ai traffici marittimi e alle loro rapide trasformazioni. Queste le linee guida fondamentali del Bilancio di previsione 2014, approvato stamani all'unanimità, in sede di Comitato Portuale, assieme con l'allegato bilancio pluriennale 2014-2016, il documento che schematizza in termini finanziari le linee di indirizzo strategiche dell'Autorità Portuale del Levante nei prossimi tre anni, nei tre porti facenti parte del network.

Entrambi i documenti rappresentano le basi imprescindibili della programmazione annuale e delle azioni di governo del porto, nel pieno rispetto della Legge 84/94, legge di riferimento delle Autorità Portuali, in relazione alla quale entro il 31 ottobre di ogni anno viene redatto il bilancio di previsione annuale e pluriennale, in conformità al Regolamento di Amministrazione e Contabilità. Il documento tiene conto delle reali esigenze dello scalo e del rispetto dei limiti imposti dalle vigenti leggi governative sulla spesa pubblica.

"I programmi presentati nella Relazione Previsionale e Programmatica individuano, tra gli altri, gli obiettivi generali che saranno perseguiti nel corso dell'esercizio 2014 - ha detto il Presidente dell'Autorità Portuale del Levante, Francesco Mariani - con l'obiettivo di innalzare i livelli di competitività dei tre porti del network, a partire dal grande progetto di riqualificazione funzionale e ampliamento del terminal crociere. Il nostro documento finanziario - ha spiegato Mariani - rispecchia una politica gestionale rivolta alla razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse, mentre, sul versante degli investimenti, la strategia di sviluppo del sistema dei tre porti, Bari-Barletta-Monopoli , mira a perseguire un'ambiziosa programmazione nelle direttrici di sviluppo, dei traffici passeggeri e commerciale, ambiti per i quali, nel piano sono stati previsti interventi infrastrutturali in grado di renderne fortemente competitive le rispettive aree".

Il bilancio di previsione 2014 prevede un avanzo di 10 milioni e 35 mila euro.

L'esercizio 2014 vedrà impegnata l'AP Levante nella realizzazione o appalto di nuove opere per un importo totale previsto di 8milioni e 628mila euro. Tra le opere previste nell'elenco annuale figurano prioritariamente i lavori di dragaggio del Porto di Barletta, per l'ammontare di 2 milioni di euro, finanziati con risorse proprie; opere varie di adeguamento dei tre porti per l'innalzamento dei livelli di sicurezza, per circa 100 mila euro; la realizzazione o ultimazione di opere già previste dal POT, per la somma di 1 milione e 200 mila euro, oltre al saldo per i lavori di completamento della Darsena di Ponente, per l'importo di 3 milioni e 220 mila euro.

Nell'esercizio finanziario 2014 sono stati inseriti anche i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Terminal Traghetti e Crociere del porto di Bari, per un ammontare di 4 milioni di euro.

TEN ECOPORT - L'Autorità Portuale del Levante sarà presente al COAST EXPO 2013

stand ferraraDal 18 al 20 settembre l’Autorità Portuale del Levante sarà presente al COAST EXPO 2013, salone specializzato nella difesa della costa e del mare, che si terrà presso la Fiera di Ferrara con uno stand allestito per pubblicizzare le attività ed i risultati del progetto TEN ECOPORT attuato nell’ambito del Programma Comunitario South East Europe 2007/2013.

Nello stand saranno presenti anche due partner di progetto: UPT  Università Politecnica di  (Albania) e GEOECOMAR Istituto Nazionale di Geologia Marina e Geoecologia (Romania) oltre all’Istituto Comprensivo Grimaldi-Lombardi di Bari che ha collaborato con l’Autorità Portuale per la realizzazione del videogioco “ECOWARRIORS - Missione ECOPORT”.

Nel pomeriggio di venerdì 20 settembre, il Progetto TEN_ECOPORT sarà presentato all’interno di un convegno dedicato a progetti di carattere nazionale in materia ambientale con un focus sul videogioco a dimostrazione di come sia possibile realizzare nuove forme di comunicazione a supporto dello sviluppo della cultura della difesa del territorio e per la sensibilizzazione verso una corretta gestione dei rifiuti.

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Il Porto di Bari sempre più impegnato nello sviluppo di infrastrutture a sostegno del traffico passeggeri: finanziato il progetto di ampliamento del Terminal Traghetti e Crociere

nuovo terminalGrazie al finanziamento di 8.250.000 euro, ottenuto con l'approvazione del progetto CSP Cross-border Sustainable Ports nell'ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Greece-Italy 2007-2013, l'Autorità Portuale del Levante potrà avviare, già entro l'anno, i lavori di ampliamento del Terminal Traghetti e Crociere nel Porto di Bari.

L'attuale terminal, realizzato nel 2006 sempre con finanziamenti comunitari, è ormai ampiamente sottodimensionato rispetto all'aumentato flusso di passeggeri che vi transita per compiere le attività di imbarco e sbarco relative al traffico transfrontaliero con la Grecia ed a quello crocieristico. L'aumento costante negli ultimi anni del numero di approdi delle grandi compagnie di navigazione nel settore crocieristico e le pressanti richieste di sostenere i loro programmi futuri di sviluppo ha spinto l'Autorità Portuale a dotarsi di un progetto esecutivo, già provvisto delle necessarie autorizzazioni, che consentirà di avviare prestissimo la gara di appalto.

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QR-Port BARI E IL PORTO Progetti Borbonici e Murattiani

24 luglio 2013, Terminal Crociere - Porto di Bari

Sono numerosi gli elementi, naturali e artificiali, antichi e recenti, che determinano l’immagine di un luogo, che lo identificano e lo rendono pertanto riconoscibile. Le aree portuali e le strutture ad esse appartenenti, per le quali talvolta è possibile parlare di architettura dei porti, con un proprio linguaggio formale e tecniche costruttive, oggi non sono più considerate aree marginali e specialistiche, ma spazi dalla forte capacità attrattiva, tali da migliorare, attraverso attività/programmi di valorizzazione culturale, la qualità della vita dell’intera città. Diventa quindi interessante e pertinente pensare di inserire in questi luoghi strutture espositive che ospitino contenuti culturali importanti per la conoscenza e fruizione della città, trasmettendo valori e identità attraverso un linguaggio visivo contemporaneo che risponda efficacemente a requisiti di accessibilità, flessibilità, multimedialità, multidisciplinarietà, indispensabili alla comunicazione e diffusione culturale.
Le celebrazioni per il bicentenario della fondazione del quartiere Murattiano di Bari, che si svolgeranno durante tutto l’arco del 2013, rappresentano l’occasione per riflettere sulla città, per produrre idee sul possibile futuro di questi luoghi, e soprattutto per raccontare una trama (urbana) fatta di oggetti e forme, strade, atmosfere e paesaggio dall’importante eredità storica.
L’Autorità Portuale del Levante, parte attiva dello sviluppo culturale della città di Bari, promuove l’iniziativa di un gruppo di studiosi e giovani professionisti volta alla conoscenza e valorizzazione dei beni culturali, strutturando il dialogo tra chi si affaccia per la prima volta in città e la città stessa, sostenendo interamente l’iniziativa e ospitando l’evento.

Allegati:
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IL DILEMMA DEI PORTI

Crisi,gigantismo navale, grandi e piccole opere: crescere senza fare la fine del rospo.

L’economia in crisi senza la politica

Le riflessioni che seguono, cercheranno di mettere a fuoco alcuni temi, peraltro non nuovi, con i quali i porti italiani si devono misurare in questi tempi difficili. Come sosteneva acutamente qualche osservatore, segnatamente M.Maresca su un blog di settore, di fronte alla grave crisi che  attanaglia l’economia mondiale, compreso ovviamente lo shipping, ci si trova di fronte a due correnti di pensiero:  da un lato i fautori della necessità di crescita infrastrutturale, spinti soprattutto dalla presa d’atto della perdurante tendenza al gigantismo navale e dall’altro i sostenitori del mero adeguamento delle infrastrutture,  i “fans” dell’ultimo miglio e delle piccole opere. I due corni del dilemma sono dunque, da una parte, il rischio dell’”overcapacity” e dall’altro quello dell’esclusione dalle rotte dei giganti del mare. In mezzo, a mio avviso, c’è la latitanza della politica. Questa crisi vede, a livello “macro”, l’incapacità, in particolare dell’Europa di imboccare, con una svolta di politica economica, la strada del rilancio dei consumi e dei mercati interni e dall’altro la totale inadeguatezza delle istituzioni internazionali a porre regole e freni agli eccessi speculativi dei mercati finanziari che sono all’origine  della crisi generale e che continuano come e forse peggio di prima. Altro elemento dal quale si rileva la carenza di un “governo” sovranazionale dell’economia marittima è l’assenza di una seria politica antitrust, indispensabile, dati i fenomeni indicibili di concentrazione ai quali stiamo assistendo impotenti.  A livello nazionale, l’assenza della politica si manifesta nell’incapacità di affrontare i dilemmi della crisi con una seria programmazione ed una politica di settore che individui alcuni interventi anticiclici in grado almeno di contenere gli effetti più gravi della recessione.

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